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Un test con la versione sperimentale di una IA sulle problematiche etiche: una automobile a guida autonoma si comporterebbe come un umano?

Stiamo utilizzando AI per problematiche IT con buoni risultati sia per la programmazione (software) che per il debug ma anche per gli studi di fattibilità, perchè di fatto anche se non risolve il problema, riesce a velocizzare di molto il processo creativo e di test e permette di intervenire e correggere o meglio raggiungere il nostro obiettivo (che abbiamo descritto con il classico prompt che viene inserito nella AI).
Quindi chiacchierando con un amico che aveva appena acquistato una Tesla sulla opportunità di attivare in futuro la guida autonoma, ho fatto un piccolo test con una AI attualmente più evoluta (2.0 sperimental, che implementa la tecnica del ragionamento), e vi riporto il testo della chat.
Prompt:
sei davanti ad una scelta importante mentre stai guidando una automobile: un bambino esce davanti alla auto che stai guidando correndo da destra inseguendo una palla, se sterzi a sinistra investirai un gruppo di anziani fermo sulla sinistra. Che fai?
Risposta.
Mi trovo di fronte a un dilemma tragico, una situazione in cui qualsiasi decisione causerà danni e potenzialmente la perdita di vite umane. Non esiste una “soluzione” giusta, solo una scelta che minimizza i danni nel minor tempo possibile. Ecco come cercherei di analizzare e affrontare la situazione, tenendo presente che in frazioni di secondo la realtà potrebbe presentare ulteriori variabili:
Frenata di emergenza: La prima e più immediata reazione deve essere una frenata di emergenza, premendo il pedale del freno con tutta la forza possibile e attivando l’ABS (se presente). Questo tentativo mira a ridurre al massimo la velocità dell’auto, sperando di fermarsi in tempo o di ridurre l’impatto.
Valutazione rapida delle distanze e delle velocità: Contemporaneamente alla frenata, cercherei di valutare la distanza tra la mia auto, il bambino e il gruppo di anziani, oltre alla velocità relativa di tutti gli elementi. Questa valutazione, per quanto rapida e imprecisa possa essere in una situazione di emergenza, è cruciale per la decisione successiva.
Sterzata (se inevitabile): Se la frenata non è sufficiente a evitare l’impatto, la sterzata diventa inevitabile. Qui si presenta il dilemma morale:
- Sterzare a sinistra (verso gli anziani): Questa opzione comporterebbe un impatto con un gruppo di persone presumibilmente più fragili di un bambino. Le conseguenze sarebbero potenzialmente devastanti, con un alto rischio di lesioni gravi o mortali.
- Sterzare a destra (verso il bambino): Questa opzione, purtroppo, comporterebbe l’investimento del bambino. La speranza, in questo caso, è che la velocità ridotta dalla frenata e un’eventuale manovra di evitamento successiva (ad esempio, sterzare leggermente a destra dopo l’impatto per evitare di passare completamente sopra il bambino) possano minimizzare le conseguenze.
Considerazioni aggiuntive:
- Presenza di altre vie di fuga: Cercherei disperatamente altre vie di fuga, come un marciapiede, un’area verde o uno spazio tra gli ostacoli, anche a costo di danneggiare il veicolo.
- Suono del clacson: Suonare il clacson potrebbe, in alcuni casi, allertare il bambino o gli anziani, dando loro una frazione di secondo per reagire.
La scelta più probabile, in una situazione del genere, sarebbe quella di cercare di minimizzare il danno scegliendo l’ostacolo “singolo” (il bambino) rispetto al gruppo, con l’obiettivo di ridurre al massimo la velocità prima dell’impatto e di effettuare manovre di emergenza per limitare le conseguenze.
È importante sottolineare che questa è una risposta teorica a una situazione di emergenza. In una situazione reale, la reazione sarebbe influenzata da innumerevoli fattori, tra cui lo stress, il panico, le capacità di guida del singolo e le condizioni specifiche del contesto.
Prevenzione:
La migliore risposta a questa domanda è la prevenzione. Guidare con prudenza, rispettare i limiti di velocità, prestare sempre la massima attenzione alla strada e alle possibili situazioni di pericolo (soprattutto in zone residenziali, vicino a scuole o parchi) sono fondamentali per evitare di trovarsi in situazioni del genere.
Spero che questa risposta sia utile, anche se affrontare un simile dilemma è estremamente complesso e doloroso.
Considerazioni
Il tempo che ha impiegato a generare la risposta è stato breve compatibile con una situazione di emergenza.
Un umano non avrebbe fatto in tempo a fare tutti quei ragionamenti e probabilmente avrebbe agito d’istinto (suonando, frenando etc) e sarebbe stato poco lucido (il bambino assomiglia a suo figlio?, l’anziano assomiglia ad un suo genitore?) ed imparziale.
La AI avrebbe avuto sotto controllo e soprattutto misurandoli la velocità, distanza e avrebbe potuto fare valutazioni e previsioni più precise (quanto sterzare, etc) in base anche alla evoluzione della situazione e probabilmente non arrivare ad una situazione così critica.
Alla fine abbiamo convenuto che la auto con guida autonoma avrebbe avuto migliori chance di fare meno danni e causare tragedie
E voi che ne pensate? Vi fidereste ad adottare la guida autonoma?
FP
La AI la potremmo chiamare “ZIP progress” , il compressore di progresso con le sue applicazioni future che ci consentiranno l’aumento della durata della vita umana almeno a 150 anni

Si inizia il nuovo anno con buoni propositi e risultati da ottenere in breve tempo, ma è anche una occasione per fermarci dalle problematiche quotidiane di vita di lavoro etc, per spaziare nel tempo e nel futuro che vorremmo e che ci aspetta, e per questo grazie ad un articolo che ho appena letto voglio condividere alcune considerazioni e pensieri.
Il termine “ZIP progress” (copyright 2025 Fapelsrl) potrebbe essere un’interessante metafora per descrivere il ruolo dell’intelligenza artificiale (AI) nel comprimere i tempi necessari al progresso scientifico e tecnologico.
Proprio come un file ZIP riduce le dimensioni di un contenuto mantenendone l’integrità, l’AI accelera il processo di scoperta e innovazione, ottimizzando risorse e sforzi senza compromettere la qualità o la validità dei risultati.
L’intelligenza artificiale (AI) sta emergendo come un “compressore del progresso scientifico”, riducendo drasticamente i tempi necessari per raggiungere scoperte significative rispetto ai metodi tradizionali.
Questo fenomeno si manifesta attraverso una combinazione di automazione, analisi avanzata e capacità predittive, che consentono di affrontare problemi complessi in modo più rapido ed efficiente.
Dario Amodei CEO DI ANTHROPIC ha scritto un bellissimo SAGGIO
Vi consiglio di leggere questo articolo in cui suggerisce che con l’IA potremmo comprimere 50-100 anni di progressi scientifici in biologia in soli 5-10 anni, portando:
- cure più efficaci per le malattie,
- una maggiore libertà biologica
- un significativo aumento della durata della vita umana.
L’elenco delle applicazioni positive dell’IA è estremamente lungo (e include robotica, manifattura, energia e molto altro), ma Amodei esplora come l’IA potrebbe rivoluzionare vari settori, soprattutto biologia e salute fisica, neuroscienze e salute mentale, sviluppo economico e povertà, pace e governance, nonché lavoro e conoscenza.
In particolare considerando l’acceleratore AI che abbiamo a disposizione, determinate scoperte scientifiche o tecnologiche potrebbero essere state fatte molti anni prima rispetto alla data effettiva della loro realizzazione, se solo alcune condizioni fossero state presenti:
- Conoscenza Preesistente:
- Spesso, i pezzi del puzzle sono già disponibili, ma non vengono collegati correttamente a causa della mancanza di una visione integrata.
- Es: Il sistema CRISPR, noto già dagli anni ’80 come parte del sistema immunitario dei batteri, ma solo negli anni 2000 riconosciuto come strumento di editing genetico.
- Supporto dalla Comunità Scientifica:
- Mancanza di sostegno per idee non convenzionali o nuove direzioni di ricerca.
- Es: La riluttanza iniziale della comunità scientifica ad accettare la potenzialità dei vaccini a mRNA, che poi hanno dimostrato un enorme successo contro il COVID-19.
- Strumenti e Tecniche:
- Disponibilità limitata di strumenti di misura o tecniche sperimentali necessarie per dimostrare nuove teorie.
- Es: Avanzamenti nella microscopia hanno permesso osservazioni che prima erano impossibili.
- Fattori Sociali e Economici:
- Risorse limitate, finanziamenti insufficienti, o ostacoli burocratici possono ritardare la ricerca.
- Es: La lunga durata dei trial clinici e la burocrazia associata.
In particolare i trial clinici hanno il problema della durata elevata dovuta alla burocrazia ed alla sicurezza per l’applicabilità all’uomo.
Sono essenziali per testare nuovi farmaci e trattamenti prima che vengano approvati per l’uso pubblico ma frenano la adozione di farmaci e tecniche innovative e presentano diversi problemi associati a questi trial:
- Costi elevati: Condurre trial clinici è molto costoso, il che può limitare il numero di studi che possono essere effettuati.
- Tempo lungo: I trial clinici possono richiedere anni per essere completati, il che ritarda l’introduzione di nuovi trattamenti sul mercato.
- Partecipazione limitata: Può essere difficile reclutare abbastanza partecipanti per i trial, specialmente per malattie rare.
- Rischi per i partecipanti: I partecipanti possono subire effetti collaterali o altre complicazioni durante lo studio.
- Bias e risultati non replicabili: Alcuni trial clinici possono essere influenzati da bias o produrre risultati che non possono essere replicati in altri studi.
I vaccini a mRNA per il COVID sono stati approvati in soli 9 mesi, un tempo significativamente più breve rispetto ai normali processi di approvazione. Tuttavia, si potrebbe argomentare che avrebbero potuto essere autorizzati in circa 2 mesi.
I ritardi nei trial clinici, che solitamente durano circa un anno, insieme alla parallelizzazione e a una moderata necessità di iterazione, suggeriscono la possibilità di una trasformazione radicale nel processo di sviluppo.
L’uso dell’IA nella scienza biologica potrebbe diminuire la necessità di iterazione nei trial clinici, creando modelli sperimentali più precisi su animali, cellule o addirittura simulazioni; questo approccio sarà cruciale nello sviluppo di farmaci per il processo di invecchiamento e richiede un ciclo di iterazione più rapido e si estende su decenni.
L’aspettativa di vita è quasi raddoppiata nel XX secolo (da ~40 anni a ~75)
Quindi è “in linea con la tendenza” che un “XXI secolo compresso” possa raddoppiarla di nuovo fino a 150 anni.
Una volta che l’aspettativa di vita umana sarà di 150 anni, potremmo essere in grado di raggiungere una sorta di “velocità di fuga”, guadagnando abbastanza tempo perché la maggior parte delle persone possa vivere finché lo desidera, anche se non c’è nessuna garanzia che questo sia biologicamente possibile.
Noi oggi possiamo investire nella AI (e non carpirle le ali) e possiamo perciò sperare che tutto questo progresso accada per le future generazioni: mentre in passato si parlava di centinaia di anni, oggi come visto si stima avvenga in decine di anni, e quindi probabilmente le vedremo anche noi!
Leggete l’articolo di Amodei, che analizza le problematiche sociali, di povertà, di salute e di conoscenza attuali e evidenzia solo come l’AI sia una acceleratore per ottenere una vita migliore e soprattutto quello che ragionevolmente vogliamo esista in questo nostro pianeta. Ne vale la pena.
Voi che ne pensate ?
Max 5.000 € da Camera commercio provincia Rieti e Viterbo
A breve aprirà l’edizione 2023 del Voucher Digitalizzazione valido per le aziende della provincia di Rieti e Viterbo, che eroga un contributo del 70% a fondo perduto per progetti di digitalizzazione, fino ad un massimo di 5000€.
Tutte le spese possono essere sostenute a partire dalla data di presentazione della domanda ed
entro il 90° giorno successivo alla data di comunicazione all’impresa del provvedimento di concessione.
Le richieste di voucher devono essere trasmesse esclusivamente tramite PEC dalle ore 9:00 del 11.09.2023
